2° Viaggio in Irlanda : dalla Terra al Cielo

Visitare le chiese in un posto straniero è particolare, come dicevo nei post precedenti, una chiesa racconta molto di noi, della nostra umanità. Oltre alle chiese che ho visitato e mostrato cammin facendo nei precedenti articoli, mi soffermo adesso su queste due chiese che ho visitato l’ultimo giorno che siamo stati a Cork. Esse rappresentano i due cammini per raggiungere il divino: camminando nel mondo, sentendosi parte di una comunità, e guardando in alto, verso le stelle, verso il grande architetto.

Chiesa di Saint Anne e le Campane di Shandon

La chiesa di S. Anna si trova nel quartiere di Shandon, una parola di origine irlandese “Sean Dùn”, che significa vecchio forte. Venne costruita nel 1722 a partire dalle rovine di una precedente chiesa di cui rimane solo la fonte battesimale, che venne distrutta durante l’assedio di Cork nel 1690 ed ed è la più antica chiesa della città.

L’assedio di Cork si inserisce in quella che all’epoca fu chiamata la “Gloriosa Rivoluzione” nella quale si scontrarono due fazioni: i sostenitori del re cattolico Giacomo II, francesi e irlandesi, e i sostenitori del re Protestante Guglielmo III d’Orange inglesi, scozzesi, olandesi e danesi. Quindi sebbene il conflitto avesse radici nella lotta per il trono inglese, si estese ad un contesto più ampio diventando una guerra tra diverse alleanze religiose e nazionali. E l’Irlanda divenne perciò un campo di battaglia cruciale per questa disputa.

La chiesa è particolare per diversi motivi. La torre dell’orologio è chiamata il “Bugiardo dalle quattro facce” a causa dell’ora leggermente diversa segnata sulle quattro facciate. Questo fenomeno in origine era dovuto al vento che in passato influenzava il movimento delle lancette causando discrepanze tra i quadranti.

La torre è costruita con due tipi di roccia: pietra arenaria rossa proveniente dal Castello originale di Shandon, che sorgeva vicino, e pietra calcarea bianca proveniente dal convento francescano in rovina. Le facciate della torre che guardano a Nord e ad Est sono rosse poiché sono rivolte verso l’entroterra, mentre la facciate che guardano a Sud e Ovest sono bianche, poiché guardano verso il fiume e il mare. La torre dell’orologio è sormontata da una lanterna a forma di macina pepe realizzata interamente in pietra bianca. In effetti a me ricorda un faro, che guida i naviganti. Al vertice della torre si trova “the Goldie Fish”: una banderuola a forma di salmone dorato, che rappresenta la pesca sul fiume Lee, oltre ad essere un simbolo paleocristiano che rappresenta Gesù.

L’interno della chiesa, con il soffitto in legno a forma di botte, mi fa pensare a come potrebbe essere una chiesa Hobbit, se ce ne fosse una descritta nel Signore degli Anelli. Mi ricorda la casa di Bilbo Baggins, ha la stessa atmosfera di rifugio confortevole, immersa in dettagli curati e legno naturale. La trovo accogliente e intima, come una casa di una famiglia semplice ma felice, tenuta con cura, ricca di significati e ricordi, priva di inutili orpelli sfarzosi.

All’interno sono custodite preghiere scritte in inglese antico, e nuove riflessioni che ci abbracciano e ci fanno sentire in pace. In questo tempio troviamo Dio nella semplicità, nell’intimità, in una dimora terrena poiché il divino è nel nostro prossimo, nell’impegno quotidiano nelle piccole cose.

E’ possibile salire sulla torre, e si arriva ad un primo piano dove si trovano le corde per suonare le campane. Ci sono alcuni motivi da provare a suonare seguendo i numeri indicati. Le otto campane sono state realizzate nel 1750 da un artigiano britannico, e sono diventate famose per la poesia scritta da Francis Sylvester Mahony (1805-1866), un ex sacerdote gesuita, che poi divenne affermato scrittore e poeta: The Bells of Shandon.

Salendo sulla torre del campanile si giunge infine sulla terrazza panoramica che guarda tutta la città intorno. All’orizzonte oltre il fiume si vedono svettare le punte della cattedrale di Saint Finn Barr ed è lì che andiamo ora.

Cattedrale di Saint Fin Barr

La cattedrale di Saint Fin Barr deve il suo nome al santo patrono di Cork, che è anche il suo primo vescovo. Il nome “Fionnbarr” significa “dai capelli chiari”.

Cattedrale di Saint Fin Barr

La cattedrale attuale sorge sul sito di un antico monastero del VII secolo attorno al quale si sviluppò la città di Cork.

Nel 1536 durante la riforma protestante la cattedrale divenne parte della Chiesa istituzionale che più tardi sarà chiamata Chiesa d’Irlanda.

E’ una chiesa anglicana perciò.

Nel 1864 l’antica chiesa venne demolita ed al suo posto venne eretta quella attuale in stile neogotico. Il suo architetto William Burges curò la realizzazione di ogni dettaglio, anche le vetrate, le sculture e i gargoyles ispirandosi al gotico francese.

Questo tempio punta dritto al cielo, come un’astronave pronta a partire verso quel cielo più scuro oltre la volta celeste.

Un dettaglio particolare, sopra il tetto della cattedrale, nella parte posteriore si trova un angelo dorato con due trombe. Si dice che questo sia uno degli angeli dell’apocalisse, e quando verrà il giorno suonerà le sue trombe per avvisare la gente di Cork…

L’interno, scuro e severo, illuminato da vetrate alte fino al soffitto, che lasciano entrare luce colorata, come una visione di un mondo che pur rappresentato bidimensionale sembra suggerire l’esistenza di molte più dimensioni.

Ma il particolare che più mi ha colpito è il Cristo posto in alto sopra l’abside: è nascosto dalle travi che si intrecciano sopra l’altare. E’ lontano, immerso in un cielo di un blu oltremare, circondato da schiere di angeli dorati, il volto quasi nascosto, difficile da cogliere. Una scelta voluta: Cristo è difficile da trovare. Non è visibile guardando dal centro della navata, bisogna sapere che c’è, e cercarlo.

Quest’ultima è la foto del poster che è posto all’ingresso della chiesa. A me piace di più l’immagine di Cristo lontana, sembra più magico nascosto dietro le travi, in alto. Lo si deve cercare con il cuore e immaginare con l’intelligenza.

In questo tempio troviamo Dio cercandolo in alto, in un’altra dimensione, in un cielo metafisico che si può pensare solo mediante una ricerca interiore, nell’intenzione, nella volontà di volerlo trovare.

Significative entrambe queste due chiese, questi due modi per raggiungere il divino. Nell’umiltà e nella grandezza, nella concretezza della condivisione con i nostri fratelli e nella ricerca di qualcosa di superiore che dia il senso di tutto il progetto.

Confrontando queste due chiese, la prima cattolica, e la seconda anglicana non vedo le differenze come qualcosa di incoerente, ma come due visioni che si completano a vicenda. E in realtà è così per tutte le varie confessioni sia all’interno della stessa religione, sia in senso lato ed esteso a tutte le religioni. Le differenze sono semplicemente dettate dalla maschera, dal vestito che abbiamo costruito per dare un volto alla nostra ricerca del progettista. Le differenze sono ricchezza, sono complessità di racconto dovute alla nostra complessità come esseri umani.

E non ha senso fare guerre per questo. Sarebbe ridicolo come se si volesse litigare per stabilire se è più bella la musica di Mozart o Beethoven… Se è più bello un quadro di Van Gogh o di Leonardo…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *